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Avvocati Tributaristi Milano mette in guardia: “attenzione alle false dichiarazioni per accaparrarsi i sussidi sociali: saranno puniti con la reclusione!”

Tra i vessilli dell’attuale governo pentastellato rientra anche il reddito di cittadinanza di cui si godrà nel 2019, dopo la riforma dei centri per l’impiego: ma chi sarà a beneficiare dell’erogazione del sussidio?

Bisogna far parte di quei 6 milioni e mezzo di italiani che vivono al di sotto della soglia di povertà: ha diritto al reddito di cittadinanza chi è senza lavoro o vive in uno stato di indigenza.

Il governo ha però fissato alcuni paletti per quanto riguarda i requisiti:

  • essere cittadini italiani
  • aver compiuto almeno 18 anni
  • essere disoccupati o percepire un reddito inferiore alla soglia di povertà Istat.

Per ottenere il reddito di cittadinanza poi bisogna rispettare alcune regole:

  • iscrizione a un centro per l’impiego
  • partecipazione a progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali
  • accettare uno dei primi tre lavori offerti dal centro per l’impiego, pena l’esclusione dal sussidio.

L’importo è legato al reddito Isee.

Ma cos’è l’ISEE?

Si tratta dello strumento che consente, sulla base delle effettive condizioni economiche del nucleo familiare, di usufruire di prestazioni sociali agevolate.

Per richiedere il calcolo dell’ISE/ISEE è necessario compilare la “dichiarazione sostitutiva unica”, che fornisce informazioni sulla composizione del proprio nucleo familiare e sui redditi e il patrimonio di tutta la famiglia.

Questa dichiarazione può essere compilata su un apposito modulo reperibile presso gli uffici competenti: i centri autorizzati di assistenza fiscale (come il CAF), gli uffici degli enti che erogano le varie prestazioni richieste, o direttamente presso gli uffici dell’INPS della propria zona.

Per la compilazione presso gli uffici il cittadino deve avere con sé un documento di identità non scaduto o la carta di soggiorno. Qualora invece intenda presentare la dichiarazione già compilata dovrà allegare una fotocopia di un documento di identità valido.

Il modulo va poi riconsegnato a questi uffici.

Tutta la documentazione viene trasmessa alla sede centrale dell’INPS, che calcola gli indicatori ISE/ISEE e invia l’attestato relativo agli uffici competenti e al cittadino interessato.

A quanto pare però il sussidio sarà “blindato”: per dichiarazioni non conformi alla legge o menzognere sono previsti fino a sei anni di galera.

Infatti, tra i reati tributari rientrano anche la dichiarazione fraudolenta (che è la condotta di chi indica elementi attivi inferiori a quelli effettivi, o elementi passivi fittizi, o crediti e ritenute fittizie), la dichiarazione infedele (propria di quei soggetti che, al fine di evadere l’Iva o le imposte sui redditi, dichiarano il falso), l’omessa dichiarazione, la trasmissione di atti o documenti falsi.

Si tratta di reati tributari in quanto lesivi degli interessi economici dello Stato.

Che, per l’appunto, vengono puniti con la reclusione!

È vero che un contribuente può ricorrere ad un giudice (commissione tributaria) attivando un insieme di strumenti che gli consentono di far valere le proprie ragioni nei confronti dell’amministrazione finanziaria.

Ed è vero che può essere oggetto di reclamo anche il diniego o la revoca di agevolazioni tributarie, assieme a:

  • l’avviso di accertamento o di liquidazione del tributo
  • l’avviso di mora
  • il provvedimento sanzionatorio
  • la cartella di pagamento
  • l’iscrizione di ipoteca
  • il fermo amministrativo di beni mobili registrati
  • gli atti catastali
  • il rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi

Ma è vero pure che un processo è sempre una rogna, e che se avete dichiarato il falso (o comunque omesso il vero) pur di farvi assegnare il sussidio, avete bisogno senza ombra di dubbio di un avvocato tributario che tuteli i vostri interessi in sede di processo penale tributario.

In questo frangente è possibile ricorrere a http://avvocatitributaristi.com/, il nuovo portale legale che mette in rete i maggiori esponenti del settore fiscale, rendendoli disponibili ai suoi utenti con un form di richiesta di contatto gratuito, tramite il quale presentare in maniera dettagliata le proprie esigenze e ricevere risposte nel giro di 24/48 ore, precise in merito all’iter da intraprendere, e chiarificatrici anche rispetto alla parcella richiesta dall’avvocato tributarista a Milano.

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